mercoledì 2 giugno 2010

India segreta



Correva svelta, incespicando nell’orlo lacero della gonna che sfiorava le caviglie, per vicoli stretti che svoltavano all’improvviso ogni pochi passi. Svelta, svelta, prima che le onde di lamiera calassero e l’occhio si chiudesse. “L’occhio del quartiere”, pensò fantasiosamente Talat.

La piaga forse, o il fiore all’occhiello. La biblioteca era il luogo più anacronistico del quartiere. Un quartiere secolare, a cui la tomba di un celebre santo e poeta musulmano di valore dava il sigillo d’autenticità storica. No, il quartiere avrebbe preferito considerare piuttosto la tomba il proprio occhio.

Asad Baba sfornò una teglia di biscotti, e il loro profumo leggero si riversò per tutta la via. Va’a-le-qum Baba. Asad Baba scosse la testa: nemmeno i biscotti appena sfornati potevano indurre Talat a fermarsi per due chiacchiere, pensò. La fiamma del forno, e la teglia di latta annerita dopo anni di lungo uso, lo facevano sentire solo… gli sarebbe piaciuto dividere con lei l’infornata serale. Per Zahir e Ali, come per tanti altri nel quartiere, Talat era “la ragazza della biblioteca”, e si assiepavano di nascosto dietro gli angoli aspettando di vederla passare.

«In fretta, in fretta, prima che la biblioteca chiuda e il mio libro si perda là dentro». Va’a-le-qum Baba, Va’a-le-qum sorella. Va’a-le-qum fratellino. Va’a-le-qum capretta. […] Talat rise.

Vishwapriya L. Iyengar, La ragazza della biblioteca;

3 commenti:

Flavia Sorrentino ha detto...

e mi viene da dire ...mandovaì!:)
Brava!

Alberto ha detto...

Complimenti, davvero un lavoro fantastico!
Alberto

Francesca Assirelli ha detto...

schicchi e me lo chiedo anche io!!!!

@alberto grazie mille :-)